Statuto

ART. 1 Costituzione Ai sensi dell’art. 36 e seguenti del codice civile è costituito l’Ente Unico paritetico per la Formazione e la Sicurezza, per il settore dell’Edilizia ed affini della Provincia di Lecco, denominato ESPE. L’Ente non ha scopo di lucro. L’Ente è lo strumento per il perseguimento dei fini istituzionali previsti dal presente statuto e dai contratti ed Accordi collettivi stipulati fra ANCE, ANAEPA e le Federazioni nazionali dei lavoratori (FENEAL-UIL, FILCA-CISL e FILLEA-CGIL) in sede nazionale, nonché tra l’Associazione Costruttori Edili della Provincia di Lecco, l’UPAL-CONFARTIGIANATO della Provincia di Lecco e la FENEAL-UIL, la FILCA-CISL e la FILLEA-CGIL della Provincia di Lecco in sede di contrattazione di secondo livello. L’Ente costituisce per l’edilizia l’organismo paritetico (O.P.P.) di cui all’art. 20 del Decreto Legislativo 19 settembre 1994, n. 626.

ART.2- Partecipazione al sistema paritetico per la formazione e la sicurezza in edilizia L’Ente fa parte del sistema nazionale paritetico di categoria coordinato: per la formazione dal Formedil nazionale e dalle sue articolazioni regionali, e per la sicurezza dalla Commissione nazionale paritetica per la prevenzione infortuni (di seguito denominata CNCPT), secondo quanto previsto dai contratti ed accordi collettivi di cui all’art. 1 del presente statuto.

ART. 3 – Scopi statutari L’Ente, nel campo della formazione, ha per fini istituzionali la promozione, l’organizzazione e l’attuazione, nel proprio ambito territoriale di: iniziative di orientamento e prima formazione per i giovani che entrano nel settore, iniziative di formazione continua, qualificazione, riqualificazione, specializzazione ed aggiornamento per operai, impiegati amministrativi, tecnici e quadri secondo le esigenze del mercato del lavoro. L’Ente, nel campo della sicurezza, ha per scopo lo studio di problemi generali e specifici inerenti la prevenzione degli infortuni, l’igiene del lavoro e in genere il miglioramento dell’ambiente di lavoro, anche con formulazione di proposte e suggerimenti e la promozione, l’organizzazione e la partecipazione ad idonee iniziative.

ART. 4 – Attività dell’Ente Per realizzare gli scopi ed i fini di cui al precedente articolo, l’Ente si avvale: – della propria struttura tecnica; – delle altre strutture paritetiche costituite ai sensi del vigente c.c.n.l. dell’edilizia, stipulato tra le parti sociali nazionali di cui all’art. 1; – di soggetti pubblici o privati competenti in materia.
Le attività dell’Ente si esplicano in due aree operative – formazione e sicurezza – strettamente integrate tra di loro. 1) In particolare, le attività di orientamento e formazione professionale, di cui al comma 1 dell’art. 3, saranno rivolte a: a) giovani inoccupati o disoccupati da avviare al lavoro nel settore, ivi compresi i lavoratori comunitari ed extracomunitari; b) giovani neo diplomati e neo laureati; c) giovani titolari di contratti di apprendistato (istruzione complementare) o formazione-lavoro (formazione teorica); d) personale (operai, impiegati tecnici e quadri) dipendente da imprese; e) manodopera femminile per facilitarne l’inserimento nel settore; f) lavoratori in CIGS ed in mobilità.
L’Ente organizza ed attua attività di formazione specifica ed integrata per la sicurezza ed in particolare – in conformità a quanto stabilito dalla contrattazione collettiva nazionale, stipulata dalle Associazioni ed Organizzazioni nazionali cui aderiscono quelle territoriali di cui all’art. 1, nonché dalla contrattazione integrativa stipulata dalle Associazioni ed Organizzazioni territoriali – tale formazione si rivolge a: a) lavoratori che si inseriscono per la prima volta nel settore; b) lavoratori assunti con contratto di apprendistato o di formazione lavoro; c) tecnici, capisquadra, capicantiere e preposti; d) lavoratori occupati; e) tecnici esperti in prevenzione infortuni, igiene ed ambiente di lavoro per il comparto dell’edilizia; f) soggetti interessati o comunque adibiti allo svolgimento delle specifiche funzioni di cui ai DD. L.vi n. 626/94 e n. 494/96: – coordinatori in materia di sicurezza e salute; – responsabili del servizio di prevenzione e protezione; – rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza (aziendali e territoriali); – addetti alla gestione dell’emergenza.
2) Nel campo della sicurezza, di cui al comma 2 dell’art. 3, l’Ente: a) suggerisce l’adozione di iniziative dirette: – allo svolgimento dei corsi di prevenzione per le persone preposte all’attuazione della normativa antinfortunistica; – all’introduzione e allo sviluppo dell’insegnamento delle discipline prevenzionali nell’ambito della formazione professionale per i mestieri dell’edilizia; – all’attuazione di interventi informativi e formativi in materia di sicurezza e salute. b) promuove iniziative per la diffusione anche nei luoghi di lavoro di materiale di propaganda sui temi della sicurezza e della salute; c) si avvale delle segnalazioni riguardanti i problemi della prevenzione, dell’igiene e delle condizioni ambientali nei cantieri e negli stabilimenti, che potranno essere effettuate da ciascuna delle Associazioni od Organizzazioni rappresentate nell’Ente, dalle rappresentanze sindacali unitarie, dai rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza, dai datori di lavoro o dai lavoratori; d) esercita ogni opportuno intervento nei luoghi di lavoro per favorire l’attuazione delle norme di legge sugli apprestamenti, le misure prevenzionali e sull’igiene del lavoro, nonché sulle condizioni ambientali in genere, avvalendosi allo scopo di tecnici professionalmente qualificati; e) inoltre: – svolge i compiti di conciliazione delle controversie di cui all’art. 20 del decreto legislativo 19 settembre 1994, n. 626; – svolge funzioni di orientamento e di promozione di iniziative formative nei confronti dei lavoratori; – provvede all’istituzione e conservazione di una “anagrafe” dei nominativi dei lavoratori e dei rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza, eletti o designati nella Provincia di Lecco, rilasciando una certificazione dell’avvenuta formazione. L’Ente può sviluppare ogni attività di ricerca e formazione utile al raggiungimento dei suoi scopi, nonché prove e sperimentazioni in materia di sicurezza; inoltre fornisce consulenze alle imprese, organizzando anche attività formative specifiche su richiesta delle stesse. L’Ente potrà altresì realizzare, senza fini di lucro, qualsiasi attività volta a sviluppare la formazione professionale e la competitività sul mercato del lavoro dei lavoratori e delle imprese del sistema edile della Provincia di Lecco. L’attività dell’Ente viene svolta in conformità con gli orientamenti degli Organismi nazionali di coordinamento: Formedil e CNCPT, e delle loro eventuali articolazioni regionali.

ART. 5 – Sede e durata L’Ente ha sede a Lecco in Via Achille Grandi n. 15 La durata dell’Ente è indeterminata nel tempo.

ART. 6 – Rappresentanza legale La rappresentanza legale spetta al Presidente del Consiglio di Amministrazione.

ART. 7 – Entrate Le entrate dell’Ente sono costituite da: a) contributi stabiliti dai contratti e dagli accordi nazionali stipulati dalle Organizzazioni nazionali di cui all’art. 1 e nell’ambito di questi dagli accordi stipulati tra le Organizzazioni dei datori di lavoro e dei lavoratori della provincia di Lecco; b) interessi attivi sui predetti contributi: c) sanzioni per ritardato versamento dei contributi di cui alla lettera a) d) somme riscosse per lasciti, donazioni, elargizioni e in genere per atti di liberalità o per qualsiasi altro titolo ordinario o straordinario riguardante la gestione dell’Ente; e) finanziamento e sovvenzioni di Ministeri, Pubbliche Amministrazioni, Enti Pubblici e Privati nazionali ed internazionali.

ART. 8 – Patrimonio sociale Il patrimonio dell’Ente è costituito: a) dai beni mobili ed immobili che per acquisti, lasciti, donazioni e per qualsiasi altro titolo vengano in proprietà dell’Ente; b) dagli avanzi di gestione e dalle somme destinate a formare speciali riserve di accantonamento; c) dalle somme che per qualsiasi titolo, previe le eventuali autorizzazioni di legge, sono destinati ad entrare nel patrimonio dell’Ente.

ART. 9 – Organi dell’Ente Sono Organi dell’Ente: il Consiglio di Amministrazione, il Comitato di Presidenza, il Consiglio Generale, il Collegio Sindacale.

ART. 10 – Consiglio di Amministrazione a) Composizione L’Ente è retto da un Consiglio di Amministrazione paritetico composto di n. 12 membri nominati rispettivamente dalle Organizzazioni Imprenditoriali della Provincia di Lecco e dalle Organizzazioni dei Lavoratori Edili e Affini della Provincia di Lecco di cui all’art. 1. Dei 6 membri di competenza delle Organizzazioni Imprenditoriali uno, in rappresentanza delle Organizzazioni Artigiane Edili, è nominato dall’Unione Provinciale Artigiani di Lecco (UPAL). Uno fra i membri nominati dall’Associazione Costruttori Edili della Provincia di Lecco assumerà la funzione di Presidente, su designazione dell’Associazione medesima. Uno fra i membri nominati dalle Organizzazioni territoriali dei lavoratori assumerà, su designazione di queste, la funzione di Vice Presidente. b) Durata dell’incarico La durata del mandato del Consiglio di Amministrazione è fissata dal Consiglio Generale e non può superare il termine massimo di quattro anni. l membri del Consiglio di Amministrazione possono essere riconfermati. E’ però, data facoltà alle Organizzazioni imprenditoriali e sindacali designanti di provvedere alla loro sostituzione anche prima dello scadere del mandato. I membri del Consiglio nominati in sostituzione di quelli eventualmente cessati, per qualunque causa, prima della scadenza del Consiglio restano in carica fino a quando vi sarebbero rimasti i membri che hanno sostituito. In ogni caso decadono dalla carica i membri del Consiglio di Amministrazione che, senza giustificato motivo per tre volte consecutive non partecipino alle sedute, decadono altresì dalla carica i membri del Consiglio di Amministrazione che partecipino agli Organi di Gestione di altri Enti alternativi o in concorrenza con l’Espe. c) Gratuità delle cariche Tutte le cariche sono gratuite. d) Attribuzioni del Consiglio di Amministrazione Il Consiglio provvede all’amministrazione ed alla gestione dell’Ente compiendo tutti gli atti necessari allo scopo. Spetta in particolare al Consiglio di Amministrazione di: d1) amministrare i contributi per la formazione professionale e la sicurezza della provincia di Lecco ed il patrimonio dell’Ente; d2) provvedere alla compilazione dei bilanci consuntivi e dei piani previsionali delle entrate e delle uscite dell’Ente; d3) curare e promuovere l’impiego dei mezzi finanziari e delle entrate dell’Ente per il raggiungimento degli scopi di cui agli articoli del presente Statuto; d4) delegare alle Commissioni d’Area, eventualmente costituite ai sensi del successivo art. 16, ogni altra materia che ritiene ad esse delegabile ai fini del conseguimento degli scopi di cui al presente statuto; d5) assegnare alle Commissioni d’Area, eventualmente costituite ai sensi del successivo art. 16, i budget annuali fino a concorrenza dei quali le commissioni stesse sono tenute a sviluppare le proprie attività ai sensi del comma 3 del medesimo art. 16. Tale assegnazione viene affidata a seguito della valutazione del piano previsionale. Il budget annuale può essere modificato nel corso dell’esercizio. d6) curare ogni altro adempimento posto a carico dell’Ente dai contratti ed accordi collettivi nazionali e territoriali di cui all’art. 1; d7) accordare pegni, comodati od ipoteche, mutuare titoli e consentire iscrizioni, postergazioni, cancellazioni d’ogni sorta nei pubblici registri ipotecari censuari e nel G.L. del debito pubblico, con facoltà di esonerare i conservatori delle ipoteche da ogni responsabilità anche per la rinuncia di ipoteche legali; transigere o compromettere in arbitri o amichevoli composizioni, muovere o sostenere liti, recederne; appellare ed accettare i giuramenti, nominare procuratori speciali ed eleggere domicili, acquistare, vendere e costruire immobili; d8) promuovere i provvedimenti amministrativi e giudiziari ritenuti convenienti per il buon funzionamento dell’Ente; d9) stabilire, su proposta del Comitato di Presidenza, l’organigramma e l’organico del personale, assumere e licenziare il personale dell’Ente; d10) proporre al Consiglio Generale il piano generale dell’attività dell’Ente; d11) potrà delegare al Direttore, mediante apposita delibera, specifici poteri di gestione ordinaria e/o mansioni esecutive concernenti erogazioni di spese e relative operazioni di banca fissandone i limiti, le modalità e i poteri di firma; d12) compiere, infine, tutti gli altri atti e assumere le iniziative che valgano a raggiungere i fini istituzionali; e) Convocazioni Il Consiglio di Amministrazione si riunisce ordinariamente una volta al bimestre e straordinariamente ogniqualvolta sia richiesto dal Presidente e dal Vicepresidente o da almeno tre membri del Consiglio di Amministrazione o dal Collegio dei Sindaci Revisori. La convocazione del Consiglio di Amministrazione è fatta mediante avviso scritto da recapitarsi almeno cinque giorni prima di quello fissato per la riunione, specificando luogo, giorno ed ora della riunione e gli argomenti all’ordine del giorno. In caso di particolare urgenza, il termine per la convocazione potrà essere ridotto a due giorni. Alle riunioni del Consiglio di Amministrazione partecipa di norma il Direttore. f) Deliberazioni Ciascun membro ha diritto ad un voto. Le deliberazioni sono prese a maggioranza dei 2/3 dei componenti del Consiglio di Amministrazione. Delle adunanze viene redatto verbale da un incaricato del Presidente. Il verbale è approvato dal Consiglio di Amministrazione e sottoscritto dal Presidente e Vicepresidente.

ART. 11 – Comitato di Presidenza, Presidente e Vicepresidente Comitato di Presidenza Il Comitato di Presidenza è costituito dal Presidente e dal Vicepresidente. Spetta al Comitato di Presidenza di dare esecuzione alle deliberazioni del Consiglio di Amministrazione e di svolgere tutti gli altri compiti ad esso demandati dal presente Statuto. Presidente Il mandato del Presidente, salvo quanto disposto dall’art. 10 lett. b), coincide con la durata del Consiglio di Amministrazione. Spetta al Presidente di: a) rappresentare l’Ente di fronte ai terzi e stare in giudizio; b) sovrintendere all’applicazione del presente Statuto, promuovere la convocazione ordinaria e straordinaria dei Consiglio di Amministrazione e presiederne le adunanze. Il Presidente ha la firma sociale. Il Presidente può delegare per iscritto le funzioni in parte, o integralmente in caso d’impedimento, ad altro membro del Consiglio di Amministrazione fra quelli designati dall’Associazione dei costruttori edili. Vicepresidente Il mandato del Vicepresidente, salvo quanto previsto dall’art. 10 lett. b), coincide con la durata del Consiglio di Amministrazione. Spetta al Vicepresidente di coadiuvare il Presidente nell’esercizio delle sue funzioni. Il Vicepresidente può delegare per iscritto le sue funzioni in parte, o integralmente in caso d’impedimento, ad altro membro del Consiglio di Amministrazione fra quelli designati dalle Organizzazioni dei lavoratori.

ART. 12 – Consiglio Generale Spetta al Consiglio Generale: a) stabilire, con apposita delibera, la durata del mandato del Consiglio di Amministrazione; b) definire le scelte e le linee operative dell’Ente e in particolare approvare, su proposta del Consiglio di Amministrazione, il piano generale dell’attività dell’Ente, nel quale sono inseriti i programmi delle attività da svolgere con i relativi costi. Tale piano sarà predisposto, tenendo conto degli orientamenti del mercato del lavoro e dei bisogni di formazione rilevati, sulla base delle disponibilità finanziarie dell’esercizio; c) approvare la relazione annuale e il bilancio predisposto dal Consiglio di Amministrazione, nonché approvare iI piano previsionale per l’esercizio successivo; d) esprimere il parere sulle modifiche dello Statuto come previsto dal successivo articolo 21; e) deliberare su tutti gli altri oggetti attinenti la gestione sociale sottoposti al suo esame dagli amministratori. Il Consiglio Generale è composto da 14 membri, di cui 12 sono i componenti dei Consiglio di Amministrazione e 2 sono membri aggiunti nominati rispettivamente, uno dall’Associazione Costruttori Edili della Provincia di Lecco aderente all’ANCE e l’altro di comune accordo tra le Federazioni Provinciali dei Lavoratori FENEAL-UIL, FILCA-CISL e FILLEA-CGIL. I due membri aggiunti durano in carica un anno ed è data facoltà alle Associazioni designatarie di provvedere alla loro sostituzione anche prima della scadenza. Il Consiglio Generale è presieduto e convocato dal Presidente del Consiglio di Amministrazione almeno una volta l’anno entro sei mesi dalla chiusura dell’esercizio ed in genere allorché il Consiglio stesso lo ritenga opportuno o ne sia fatta richiesta da due delle organizzazioni Provinciali di cui all’art. 1. Ogni componente ha diritto ad un voto e non è ammessa la delega. Il Consiglio Generale delibera con la maggioranza dei 2/3 dei suoi componenti arrotondati all’unità superiore.

ART. 13 – Collegio dei Sindaci Revisori a) Composizione Il Collegio dei Sindaci Revisori è composto di tre membri effettivi designati rispettivamente: uno dall’Associazione dei Costruttori Edili della Provincia di Lecco uno dalle Organizzazioni sindacali dei lavoratori in accordo tra loro ed il terzo, che presiede il Collegio, di comune accordo tra tutte le Organizzazioni territoriali di cui all’articolo 1. Il Presidente del Collegio deve essere iscritto nell’Albo dei revisori contabili. In mancanza dell’accordo, la designazione è fatta dal Presidente del Tribunale di Lecco. b) Compensi Ai Sindaci effettivi è corrisposto un compenso annuo, il cui ammontare viene fissato di anno in anno dal Consiglio di Amministrazione in sede di approvazione del bilancio preventivo. c) Durata I Sindaci durano in carica un triennio e possono essere riconfermati. d) Attribuzioni I Sindaci Revisori esercitano le attribuzioni e hanno i doveri di cui agli artt. 2403, 2404 e 2407 del codice civile, in quanto applicabili. Essi devono riferire subito al Consiglio di Amministrazione le eventuali irregolarità riscontrate durante l’esercizio delle loro mansioni. Il Collegio dei Sindaci Revisori esamina i bilanci consuntivi dell’Ente per controllarne la rispondenza con i registri contabili. Esso si riunisce ordinariamente una volta al semestre ed ogni qualvolta il Presidente del Collegio dei Sindaci Revisori lo ritenga opportuno ovvero quando uno dei Sindaci ne faccia richiesta. La convocazione è fatta senza alcuna formalità di procedura. I Sindaci Revisori partecipano alle riunioni del Consiglio Generale senza voto deliberativo.

ART 14 – Direttore Il Direttore, scelto all’infuori del Consiglio di Amministrazione, è nominato esclusivamente sulla base di criteri ispirati al principio della professionalità. Il Direttore è responsabile del buon funzionamento dell’Ente, e svolge inoltre i compiti che gli vengono affidati dal Comitato di Presidenza in attuazione delle delibere del Consiglio di Amministrazione. In particolare: a) predispone, sulla base degli indirizzi del Comitato di Presidenza, il piano generale dell’attività dell’Ente; b) cura l’attuazione del piano generale dell’attività dell’Ente approvato dal Consiglio Generale; c) adotta i provvedimenti disciplinari relativi al personale riferendone al Consiglio di Amministrazione; d) cura sulla base degli indirizzi del Comitato di Presidenza i rapporti con il territorio favorendo la realizzazione delle iniziative previste dal piano generale; e) attiva sulla base degli indirizzi del Comitato di Presidenza relazioni con Enti pubblici e privati, con il Formedil, la CNCPT e i Formedil regionali. Le ulteriori attribuzioni e il trattamento economico del Direttore sono stabiliti dal Consiglio di Amministrazione.

ART. 15 – Personale dell’Ente L’assunzione del personale dell’Ente è decisa dal Consiglio di Amministrazione, su proposta del Comitato di Presidenza, sentito il Direttore, sulla base di una valutazione interna riferita esclusivamente a criteri di professionalità. Al personale dell’Ente Scuola deve essere assicurato un trattamento conforme alle normative di legge, tenuti presenti i contratti collettivi di lavoro vigenti. Il trattamento economico e normativo del personale dell’Ente è stabilito dal Comitato di Presidenza, sentito il Direttore, nell’ambito delle direttive deliberate dal Consiglio di Amministrazione.

ART. 16 – Commissioni d’Area 1) Per il perseguimento dei fini di cui all’art. 3, comma 1, del presente Statuto, il Consiglio di Amministrazione può, con le maggioranze di cui all’art. 10 lett. f), deliberare l’istituzione di una Commissione Formazione e Orientamento. 2) Per il perseguimento dei fini di cui all’art. 3, comma 2, del presente Statuto, il Consiglio di Amministrazione può, con le maggioranze di cui all’art. 10 lett. f), deliberare l’istituzione di una Commissione Sicurezza. 3) Le suddette Commissioni d’Area, qualora istituite dal C.d.A., valutano i progetti e le iniziative di loro competenza, in ordine al raggiungimento dei fini statutari negli ambiti di cui all’art. 3 del presente Statuto. Le Commissioni d’Area, altresì, elaborano e propongono al C.d.A. le scelte strategiche per il perseguimento degli scopi dell’Ente, nell’ambito del mandato ad esso conferito dai contratti collettivi stipulati dalle Associazioni ed Organizzazioni nazionali di cui all’art. 1. Le Commissioni d’Area, infine, svolgono ogni altra attività che sia ad esse delegata dal Consiglio di Amministrazione. 4) Qualora istituite, le Commissioni d’Area dovranno essere composte, nel rispetto dei requisiti di bilateralità e pariteticità, secondo modalità decise dal Consiglio di Amministrazione. I componenti delle Commissioni sono scelti dalle Associazioni e Organizzazioni territoriali di cui all’art. 1, anche tra i Consiglieri in carica. 5) All’interno di entrambe le Commissioni d’Area, uno dei membri designato dall’Associazione Costruttori Edili della Provincia di Lecco, su indicazione del Comitato di Presidenza, assume la funzione di Presidente della Commissione; uno dei membri designato dalla FENEAL-UIL, FILCA-CISL, FILLEA-CGIL della Provincia di Lecco, su indicazione del Comitato di Presidenza, assume la funzione di Vicepresidente della Commissione stessa. Le sedute delle Commissioni, convocate con avviso scritto, da far pervenire con almeno cinque giorni di preavviso, riportante gli argomenti all’ordine del giorno, sono valide qualora siano presenti la metà più uno degli aventi diritto. Le deliberazioni sono assunte con la maggioranza assoluta dei voti. Le Commissioni pongono in essere le attività di cui al comma 3 del presente articolo attraverso il Direttore. Le Commissioni svolgono le attività di cui al precedente comma 3 del presente articolo nell’ambito del budget fissato annualmente dal Consiglio Generale in sede di approvazione del piano previsionale delle entrate e delle uscite. Ogni sei mesi, ovvero qualora lo richieda il Consiglio di Amministrazione, le Commissioni presentano al Consiglio stesso una relazione sull’attività svolta, al fine di verificare sia la congruità del mandato ad esse conferito, sia la compatibilità con i costi effettivamente sostenuti.

ART. 17 – Segreto d’ufficio I membri del Consiglio Generale, del Consiglio di Amministrazione, delle Commissioni d’Area, e ogni altra persona che partecipi alle riunioni dell’Ente, nonché i tecnici ed il personale dell’Ente medesimo, sono tenuti a rispettare il segreto d’ufficio.

ART. 18 – Amministrazione L’amministrazione del patrimonio sociale e la gestione di tutti i fondi di pertinenza dell’Ente spettano al Consiglio di Amministrazione. I singoli atti amministrativi dell’Ente concernenti l’erogazione delle spese, l’incasso dei contributi il loro movimento e le relative operazioni di banca devono essere sottoscritti congiuntamente dal Presidente e dal Vicepresidente. Gli avanzi annuali di gestione vanno impiegati esclusivamente per costituire riserve ordinarie e straordinarie, secondo modalità da determinarsi dal Consiglio Generale. In relazione alle finalità dell’Ente, non a scopo di lucro, viene fatto in particolare: a) divieto di distribuire, anche in modo indiretto, utili o avanzi di gestione, nonché fondi, riserve o capitale, durante la vita dell’Ente; b) obbligo di devolvere il patrimonio dell’Ente, in caso di suo scioglimento per qualunque causa, ad altra organizzazione con finalità analoghe o a fini di pubblica utilità, sentito l’organo di controllo di cui all’art. 3, comma 190, della Legge 23 dicembre 1996, n. 662.

ART. 19 – Esercizi L’esercizio finanziario dell’Ente ha decorrenza dal 1° ottobre di ciascun anno e termina al 30 settembre dell’anno successivo. Alla fine di ogni esercizio il Consiglio di Amministrazione provvede alla compilazione del bilancio consuntivo, in conformità alle norme contrattuali, da approvarsi entro sei mesi dalla chiusura dell’esercizio. Entro lo stesso termine deve essere compilato ed approvato il piano previsionale delle entrate e delle uscite per l’esercizio successivo Nel periodo intercorrente tra il 1° ottobre di ogni anno e la data di approvazione del piano previsionale delle entrate e delle uscite relativo all’esercizio in corso, si provvede alla gestione economico-finanziaria dell’ente, in via provvisoria, sulla base del piano previsionale approvato per l’esercizio precedente.

ART. 20 – Liquidazione La messa in liquidazione dell’Ente è disposta con accordo tra le Organizzazioni dei datori di lavoro e dei lavoratori di cui all’art. 1. Nell’ipotesi di messa in liquidazione, le Organizzazioni territoriali di cui al comma precedente provvederanno alla nomina di tre liquidatori, uno nominato dall’Associazione Costruttori Edili della Provincia di Lecco di cui all’art. 1, il secondo nominato dalle Organizzazioni Provinciali dei lavoratori di cui all’art. 1 ed il terzo di comune accordo tra i due come sopra nominati. In caso di disaccordo il terzo liquidatore è nominato dal Presidente del Tribunale di Lecco. Trascorsi n. 3 mesi dalla messa in liquidazione, provvederà in difetto il Presidente del Tribunale competente per la circoscrizione territoriale. Le Organizzazioni predette determinano, all’atto della messa in liquidazione dell’Ente i compiti del o dei liquidatori e successivamente ne ratificano l’operato. Il patrimonio netto risultante dai conti di chiusura della liquidazione dovrà essere devoluto a quegli Istituti Professionali o a quegli Enti di assistenza che operano a favore della categoria edile e che saranno indicati dalle competenti Organizzazioni di cui all’art. 1, sentito il parere del Formedil e della Commissione nazionale. In caso di disaccordo, la devoluzione anzidetta sarà effettuata dal Presidente del Tribunale di Lecco tenendo presente i suddetti orientamenti e sentito il parere delle Organizzazioni sindacali di categoria di parte industriale e dei lavoratori di cui all’art. 1.

ART. 21 – Modifiche dello Statuto Le modifiche dello Statuto sono approvate all’unanimità dalle Organizzazioni territoriali dei datori di lavoro e dei lavoratori di cui all’art. 1, sentiti i pareri non vincolanti del Consiglio Generale dell’Ente, del Formedil e della CNCPT.

Lecco, addì 27 giugno 2002.
Letto, confermato e sottoscritto.

ASSOCIAZIONE COSTRUTTORI EDILI
UNIONE PROVINCIALE ARTIGIANI
FeNEAL-UIL
FILCA-CISL
FILLEA-CGIL